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Vita da accompagnatrice

Savino Carbone
di Savino Carbone
Inchieste, Il supermarket del sesso
04 May 2015
Photo Credits: Giornalettismo

Vita da accompagnatrice

Intervista ad Alessia, da anni nel mondo della prostituzione

Uno dei principali effetti della crisi sul mercato della prostituzione, secondo i più attenti osservatori del fenomeno, è l'aumento esponenziale del numero di donne che scelgono di condurre l'attività di meretricio tra le mura domestiche. Figure ambigue, a metà tra prostitute da strada e accompagnatrici di alto bordo, che compongono una zona grigia che all'interno contiene un'ampia varietà di figure: casalinghe, studentesse, immigrate, trans, amanti dello scambismo mercenario.

Considerato che la narrazione della prostituzione - anche la più recente - si è sempre concentrata sul racket delle tangenziali e complanari, decido di contattare una delle tante massaggiatrici presenti su una piattaforma di incontri sul web. Dopo numerosi rifiuti ("no, non mi piacciono i giornalisti", "ma che giornalista sei se non sai cosa faccio?", "ma vai via", ndr) Alessia - nome di fantasia -, una trentanovenne che lavora nell'hinterland barese, supera un iniziale momento di imbarazzo e accetta di scambiare due chiacchiere sulla sua attività.

"Sono tanti anni che sono nel settore - mi racconta sorridendo al telefono - all'inizio lavoravo su strada, adesso ho un appartamento e ricevo qui". Un percorso atipico, che nasce "per gioco: ho iniziato giovanissima per curiosità, spinta da una mia amica". "Poi gli anni, senza rendermene conto, sono passati. Ed eccomi qui".

La differenza principale tra chi esercita su strada e chi ospita in un'abitazione è, naturalmente, il prezzo. "Normalmente, per un'ora chiedo settanta euro", costo - tax free - che comprende anche un massaggio preliminare al rapporto vero e proprio: "E' questo che mi differenzia dalle altre accompagnatrici. Riesco a mettere a proprio agio i miei clienti. Che poi spesso ritornano".
Appunto, i clienti. "Le mie tariffe fanno sì che la mia clientela sia molto variegata: operai, avvocati, commercialisti". Tutte persone "molto tranquille", assicura Alessia, che mi spiega come con alcuni riesca a instaurare un ottimo rapporto di amicizia. "Non è il rapporto sessuale in sé ciò che conta - puntualizza - sono in tanti quelli che cercano in me una persona con cui parlare, un'amica che rompa la monotonia di una vita familiare tediosa o di un lavoro pesante. E non mi dispiace affatto". Non mi dire che c'è qualcuno che si invaghisce di te! "Beh si, ma tengo a tenere molto lontano l'amore dal mio lavoro. Anzi, dalla mia vita".

La tensione iniziale si è sciolta e Alessia parla serenamente, così azzardo la domanda: sei una trentanovenne, immagino tu conosca il fenomeno delle MILF. Avrai una lunga schiera di clienti giovanissimi. "No, non mi piace andare a letto con i giovanissimi. Preferisco sempre uomini che abbiano almeno trent'anni e la testa sulle spalle. Tutte le volte che un ragazzino chiama gli dico: guardati attorno ci sono un sacco di tue coetanee".

Continuando a chiacchierare scopro che la vita di una prostituta non è solo guadagni facili e veloci. Tante sono le spese che, persone come Alessia, sono costrette ad affrontare quotidianamente. Il cellulare - "uso un modello vecchissimo per essere contattata, così non rischio che la mia identità venga scoperta su WhatsApp" - il fitto dell'appartamento, le bollette, preservativi e, ovviamente, i test medici a cui si sottopongono numerose volte all'anno.

Tutto sommato, Alessia non è affatto una vittima della crisi. "Sono consapevole di quello che faccio, certo se trovassi un lavoro che mi permettesse di essere indipendente, smetterei subito. Ma al momento va bene così". Unico neo sono gli orari di lavoro estremamente flessibili e le mura domestiche in cui è costretta a stare tutto il giorno, "sia che ci sia sole sia in caso di pioggia". "Sono abbastanza felice, sai. Certo potrei esserlo di più" - non hai voglia di avere un fidanzato, farti una famiglia? - Non ci penso proprio, mi bastano gli amici". Amici che sono a conoscenza dell'attività svolta da Alessia: "Pensano che sia una mia scelta e non la giudicano. Quindi perchè tenerlo nascosto?".

Tuttavia, a fine telefonata, capisco che, in fondo, anche per una personalità forte come quella di Alessia non è una vita facile. "E' sacrificata, niente mare, niente vacanze serene", ma se la prostituzione venisse legalizzata e quindi regolamentata, tutto cambierebbe, no? "Certo che sarebbe diverso! Ma temo che ciò non accadrà mai: te l'immagini governi e sindacati a riconoscerci un fondo pensione, le ferie, i giorni di malattia?". La telefonata si conclude con una risata divertita. 

Ecco.

 

Foto puramente indicativa. Alessia ha scelto di non apparire per non danneggiare la privacy personale e dei suoi clienti.